Zeppe o chopine?


Zeppe o chopine?


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Comode, alla moda e alte!! Ecco solo tre motivi per cui noi donne amiamo le zeppe. A volte pensiamo di esagerare con l’altezza, ma non tutti sanno che queste calzature in origine lo erano molto di più! Altro che Lady Gaga!

 

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120817173740“Le chopine (o calcagnini) erano già usate nel Quattrocento dalle dame veneziane per aderire all’ideale gotico di verticalità, quindi per alzare la figura. Erano soprattutto le cortigiane ad indossarle. La moda però fu tale che rimasero in voga fino al primo Seicento, nonostante nel Cinquecento furono vietate dalle leggi suntuarie perché pericolose.”

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– Afferma Viviana Troncatti (Conservatore del Museo del Merletto di Rapallo e Storica della moda e del tessuto). – “Infatti i calcagnini avevano altezze tali che le dame necessitavano di due fantesche a cui appoggiarsi per poter camminare!”

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Per apparire bisogna soffrire! Noi donne ne sappiamo qualcosa. E nonostante il pericolo delle cadute a cui le nostre antenate erano soggette o delle storte in cui ancora possiamo incorrere, noi donne moderne continuiamo imperterrite ad indossare le zeppe. Certo un po’ ridotte in altezza rispetto al passato, ma in continua evoluzione in quanto a moda e stile.

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So che mi ripeto ma… nella moda, come nella vita, nulla si distrugge ma tutto si trasforma! 😉

Cri

 

Lace Up!


Lace Up!


Lace up

 

Basse come le ballerine, in tessuto o pelle scamosciata, rigorosamente a punta e contraddistinte da un lungo laccio che incrociandosi abbraccia il collo del piede e si allaccia sulla caviglia.

Sono uno dei trand del momento per questo molte donne le indossano ogni giorno dando al proprio stile casual o formale un tocco chic e femminile!

Forse non tutte sanno però che anche questa tendenza arriva dal passato e precisamente dall’ultimo decennio del XVIII secolo. Un periodo storico rivoluzionario anche per la moda femminile e non solo per la storia europea.

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La Rivoluzione Francese ruppe con il passato politicamente e socialmente ed anche la moda si adattò eliminando corsetti, panier e tacchi.

“I tacchi erano simbolo di nobiltà!” – conferma Viviana Troncatti (Conservatore del Museo del Merletto di Rapallo e Storica della moda e del tessuto) – “In epoca Direttorio (1795-1799) vanno di moda scarpe che ricordano le calzature greco-romane. Nella successiva epoca Impero le punte si arrotondano e i lacci diventano di raso ispirando quelle che poi verranno scelte nella danza classica come calzatura per le ballerine e da cui poi prenderanno il nome fino ai tempi attuali.”

Altro esempio di come nella moda nulla si distrugge ma tutto si trasforma!

Alla prossima! 🙂

Cri

 

Carnevale a Venezia!


Carnevale a Venezia!


 

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Ho sempre desiderato trascorrere il Carnevale a Venezia ed in occasione del mio compleanno mi sono regalata un fantastico weekend nella laguna!
Scontato dire che Venezia sia una città unica e magica: una macchina del tempo vivente grazie alla quale poter rivivere secoli e secoli di storia! Chi mi conosce sa quanto ami la storia. Infatti mi sono sentita a casa, cullata dal rumore dell’acqua dei canali mossa dal passare delle imbarcazioni, dal vociare dialettale dei gondolieri e dai gabbiani che ti svegliano al mattino. Aprire la finestra al risveglio e vedere questo scorcio di città non ha prezzo!

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Barcellona


Barcellona: una città fantastica!


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Pochi giorni non bastano per visitare bene questa città e, come dice mia cugina Laura che ci ha vissuto, forse nemmeno un anno!
In questi giorni ho però capito che mia cugina aveva ragione: giorno dopo giorno impari ad amarla e vorresti per un po’ fermarti e vivere il suo tempo! Sì, il Tempo a Barcellona è diverso, soprattutto da quello di Milano. Non mi riferisco solo al tempo meteorologico (a gennaio fa sicuramente più caldo che nel nord Italia, ma non esagerate con l’abbigliamento leggero perché il vento può essere molto freddo!), ma allo scorrere dei minuti, alle giornate interminabili, alla città che si sveglia tardi e tardi va a coricarsi, al passato che si mischia con naturalezza nel presente e al futuro presente già nel passato.

Basta visitare Casa Batlló per notare come già nei primi del Novecento l’ingegnoso architetto Antoni Gaudì riuscì a concepire un’abitazione quasi futuristica per l’epoca, originale e allo stesso tempo funzionale.

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Il biglietto per entrare costa un po’, ma ne vale assolutamente la pena perché la visita, con audio e video guida correlata, è ben fatta e vi permetterà di entrare in una realtà sognante e stupefacente, un viaggio tra Ventimila leghe sotto i mari e le leggende medioevali! Continua a leggere

Praga: bellezza e mistero.


Praga: bellezza e mistero.


 

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Praga è una città veramente magica dove la bellezza si fonde con il mistero, la spiritualità con l’esoterismo e il buio con la luce.
Potrei scrivere per ore su questa città, sulle emozioni vissute e le cose viste, ma sarò concisa elencando le
10 COSE DA FARE A PRAGA!
1- Visitare Il Castello e Malà Strana.

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Discorso sulla vita

 


Discorso sulla vita


 

 

Avevo letto questo discorso anni fa e rimasi colpita da queste parole e dal fatto che a scriverle non fu un monaco, uno scrittore o un saggio antico, ma un artista: Charlie Chaplin! Certo, un ARTISTA favoloso! Comunque un uomo che, in occasione del suo settantesimo compleanno, scrisse questo discorso. Sembra un testamento morale e un regalo ai più giovani per riuscire a cogliere prima queste verità.

Recentemente questo brano è ricomparso nella mia vita e come avviene in questi casi, dopo anni, riesco a comprendere meglio il senso di queste parole. Per questo motivo lo voglio condividere con voi, senza riflessioni personali, senza note o valutazioni, ma semplicemente come una storia, la storia dell’anima di un uomo!

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Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali sono solo un avvertimento
che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama AUTENTICITA’.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho capito com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama RISPETTO PER SE STESSI.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di desiderare un’altra vita e mi sono accorto
che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama MATURITA’

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto
e che tutto quello che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama STARE IN PACE CON SE STESSI.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama SINCERITA’.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono liberato da tutto ciò che non mi faceva del bene:
cibi, persone, cose, situazioni
e da tutto ciò che mi tirava verso il basso, allontanandomi da me stesso;
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”,
ma oggi so che questo è AMORE DI SE’.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama SEMPLICITA’.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo PERFEZIONE.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di SAGGEZZA DEL CUORE.

Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro
dando origine a nuovi mondi.

Oggi so che tutto QUESTA E’ LA VITA!

Il cappotto che passione!


Il cappotto che passione!


 

 

coatsCorto, lungo, colorato, caldo, avvolgente, aderente, classico, originale, alla moda, accessoriato, griffato o economico… basta che ci piaccia!!!
Se non fosse per il loro volume nell’armadio io ne terrei a centinaia! Poi sicuramente mi troverei ad indossare sempre i soliti, ma prima o poi toglierei dal cilindro quel capospalla fatto apposta per quel look, per completare il mio abbigliamento e per darmi la sicurezza di quella seconda pelle che in fondo è il cappotto!
Se ci pensate bene con l’arrivo del freddo non si può fare a meno di lui ed infatti la sua funzione principale è proprio quella di riparare, proteggere e riscaldare il corpo. Però diventa anche l’indumento con cui ci presentiamo al mondo, con il quale veniamo visti dalle persone in strada, sui mezzi, al lavoro, a scuola o ad un primo appuntamento. Parla di noi, mostra subito chi siamo e cosa vogliamo comunicare; è il nostro abito per l’inverno! Per questo la scelta di un cappotto non è mai banale, per questo il classico cappottino nero ci annoia e ogni anno vorremmo acquistarne uno nuovo!
Ricordo da bambina quando dovevo indossare un loden ereditato dalla zia Vittoria di qualche anno più grande di me. Non mi piaceva… anzi lo odiavo!! Perché era verdone e sembrava vecchio! Mia mamma insisteva: “È bellissimo ed ancora nuovo! È un modello classico senza tempo e di lana purissima!” A me non interessava, mi sentivo a disagio punto e basta! Non come quando indossavo il cappottino della festa. Blu con i bottoni ed il colletto foderati in velluto, ancora lo ricordo. Quanto mi sentivo elegante, curata e preziosa! Ero completamente a mio agio!
Sicuramente mia madre aveva ragione sul loden e prima o poi la moda lo riporterà in auge. Oggi la mia passione per la moda e la storia del costume mi farebbe apprezzare anche quel cappotto. Il fatto è che dobbiamo sentirci bene con ciò che indossiamo ogni giorno!
Lo so, sono forse un po’ eccentrica, ma indosserei anche queste meraviglie!

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A Zacinto


 A Zacinto


 

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“Quando sarai grande capirai!” Me l’hanno detto spesso genitori o professori quando ero ragazzina e come tutti all’epoca non ci credevo minimamente. Poi una volta diventata grande mi sono accorta che è proprio così! Banale considerazione, ma giuntami spontaneamente rileggendo i versi di Ugo Foscolo dedicati alla sua terra natia. A Zacinto è una poesia famosa, studiata a scuola e che ormai avevo messo nel dimenticatoio. Solo dopo aver soggiornato in quest’isola greca che colgo il vero significato e la bellezza lirica di questi versi, solo dopo essere diventata “grande” ho colto la profondità di queste parole.

Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde

 
Zante (o Zacinto) è infatti un’isola dove la bellezza della natura ti colpisce immediatamente, già guardandola dall’oblò dell’aereo: è molto verde e ancora selvaggia in certi punti. Ci sono spiagge stupende dove anche le tartarughe (le Careta Careta) decidono di deporre le uova ogni anno. Ironia della sorte: uno dei luoghi prescelti da queste affascinanti testuggini è appunto l’isolotto Marathonisi che, visto di profilo, ricorda proprio la sagoma di una tartaruga!

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Macchia mediterranea, ulivi da ogni parte, pinete verdeggianti in alcuni punti, animali che girano ovunque, anche in mezzo alla strada!

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Quello che ti colpisce il cuore è però il mare!Mare_12
Puoi ammirare tutta la gamma di sfumature del blu e dell’azzurro! Girando in barca si ha modo di scoprire spiagge segrete e inaccessibili, grotte e scogliere dove l’acqua è così trasparente da poter vedere chiaramente il fondale.

 

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Gli occhi si riempiono di azzurro, celeste, verde-acqua, blu cobalto e blu notte e tu rimani a bocca aperta! Non che non abbia visto altri posti stupendi nel mondo, ma anche Zante non è da meno.

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Le mie spiagge preferite? Eccole in ordine:
1- Gerakas

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2- Dafni

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3- Marathonisi

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4- Alikanas

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5- Marathias

Marathias_3Marathias_2Marathias_4Marathias_1
6- Navagio

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7- Cameo Island

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Vale la pena affittare macchina o uno scooter e visitarla tutta. Anche l’interno riserva le sue sorprese con paesini dove il tempo sembra essersi fermato e il turismo non ha ancora fatto danni, anzi da un aiuto alla popolazione che offre i propri prodotti e manufatti ancora in maniera casalinga, con il tavolino fuori casa pieno di bottiglie d’olio, frutta e verdura o tappeti fatti a mano. Di contro ho notato il nascere di uno spirito imprenditoriale molto interessante e promettente come Zakyntothos Natura, una piccola azienda agricola di Anafonitria che produce e vende prodotti locali biologici dal packaging curato, come miele e olio in infinite varietà. Perfette idee regalo o souvenir che ti permettono di rivivere i sapori di questa terra anche a casa.

Moussaka

Moussaka

A proposito di sapori: a Zante si mangia benissimo e a basso costo!!
Dal pesce freschissimo alla carne di allevamento locale, dalla moussaka alle pitas farcite con tzatzichi, dai dolci alla semplice insalata greca. Il consiglio è di scoprire le taverne, soprattutto quelle più isolate dove costa meno e si mangia di più! La migliore? La taverna “Votsalo” a Marathias Keri: cibo tradizionale cucinato divinamente, porzioni abbondanti e curate, servizio impeccabile e vista mozzafiato! Da non perdere il coniglio con patate!wpid-wp-1439494058701.jpeg
La popolazione è accogliente, gentile e discreta. Noi italiani siamo molto coccolati! Sarà per la lunga dominazione veneta o per i tanti turisti presenti sull’isola, ho constatato un trattamento quasi preferenziale nei nostri confronti: gli abitanti di Zante comprendono e parlano la nostra lingua e conoscono molto bene le nostre abitudini.
Consiglio per chi è indeciso in questo momento di crisi greca: premunitevi di contanti, ma siate sereni che i bancomat elargiscono contanti per i turisti ed alcuni esercenti accettano la carta di credito o il bancomat.Folklore_1
Per quello che ho percepito in quest’isola i Greci non si stanno demoralizzando per la situazione economica disastrosa ed anzi sono attenti a mantenere le loro tradizioni con uno sguardo verso il futuro! Quasi sempre hanno rilasciato lo scontrino fiscale, molto più che in Italia! Non voglio sminuire la gravità della situazione e le responsabilità della Grecia, ma solo condividere l’impressione che ho avuto in una decina di giorni.
Ora comprendo la melanconia e il rimpianto contenuto nei versi di Foscolo e di Edgar Allan Poe, il quale dedicò a Zante un’altra poesia. Non me ne voglia Poe se rubo i suoi versi per concludere la mia cristory, ma dopo averli letti non saprei come congedarmi diversamente da quest’isola così intensa ed autentica.

O bella isola, che dal più bel fiore
prendi il tuo nome, fra tutti il più gentile!
Quante memorie di raggianti ore
da te si ridestano al tuo solo apparire!
E parvenze di quale perduta felicità

Cri

 

Un giorno a Parigi: che fare?


Un giorno a Parigi: che fare?


 

 

 

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Adoro Parigi, quando vado mi sento come a casa. Forse è perché ho trascorso un periodo molto intenso ed importante della mia vita quando ho preparato la tesi di laurea. Oppure è perché questa città riesce con il suo mix di eleganza, magnificenza e vivacità a conquistare quasi tutti. Sono ritornata quindi a Parigi con grande felicità! Purtroppo è stato solo per pochissimo perché, in questo ultimo viaggio, Paris è stata solo una tappa (chi mi segue ha già letto della serata a Versailles!).
La domanda nasce spontanea: Cosa fare un giorno a Parigi?
A rispondere ci pensa proprio lei, con la sua magia e le sue infinite risorse!
Coincidenza ha voluto infatti che nello stesso periodo a Parigi ci fossero anche Elisa e Luca, una coppia di amici di Milano. Anche loro appassionati di questa città e sempre desiderosi di scoprire novità. Mi sono quindi lasciata ispirare dal loro programma scoprendo lati di Parigi ancora per me nascosti.

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Una serata a Versailles


Una serata a Versailles


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“Secondo me in una vita passata sei morta svenendo a Versailles!”

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